Ha creato molto scalpore il video in cui il consigliere regionale del M5S emiliano, Giovanni Favia, ha manifestato tutto il suo disagio per la mancanza di democrazia dentro il Movimento 5 Stelle. Favia parla di epurazioni, riunioni a porte chiuse, il rischio di future candidature per il parlamento pilotate dall'alto, di un movimento gestito in modo autoritario da Grillo e, dietro le quinte, da Casaleggio. Problemi, a dire il vero, che sembravano covare dentro il M5S già da qualche mese. La notizia ha fatto velocemente il giro della rete. Diverse le reazioni dei sostenitori di Grillo. C'è chi ha accusato Favia di danneggiare il movimento, chi invece, come il sindaco di Parma, Pizzarotti, nome pesante del M5S, ha difeso Favia, accennando alla necessità di un congresso (ma i congressi non si facevano nei partiti?).
Ma quale lettura dare delle reazioni alle dichiarazioni di Favia?
- Da una parte, esse suggeriscono che o il Movimento 5 Stelle si rende maggiormente indipendente dal suo creatore, Beppe Grillo, oppure rischia di fare la fine già vista di molti partiti ad personam. Quanto avvenuto può paradossalmente rappresentare anche l'opportunità per il movimento per fare quel salto di qualità necessario per dimostrare di essere veramente il simbolo del rinnovamento della politica italiana.